Carlo petrini calciatore
“…Ormai sono nel giro e tiro avanti a infiltrazioni, pillole, flebo. Raschio dal barile quanto resta, le ultime energie. Il calcio è una roulette pazza, chi va in disgrazia non rimedia soccorritori”
(Nota: intervista rilasciata al Corriere della Sera il 7 dicembre 1998. Carlo Petrini è deceduto il 16 aprile 2012)
Ha vissuto pressoche vent’anni da globetrotter del pallone per finire, a 50 anni,solo, in un sottoscala, dentro la monocamera di un amico di gioventu’ che non chiede nulla. Qui parla, pregando il cronista d’ evitare particolari: una citta’ qualsiasi, uno scenario avvilente, un alloggio provvisorio che deve rimanere sconosciuto ai creditori; forse gli stessi che lo braccavano quando suo bambino Diego era ricoverato agonizzante all’ospedale Galliera di Genova. Lui sa tante cose. Lui dice che, rispetto ai suoi tempi, “e’ oggetto da ridere l’abuso contemporaneo dei farmaci nello sport”. E che s’ e’ ridotto cosi’ praticamente senza accorgersene “perche’ ad un tratto diventarono normali certe pratiche nelle mie squadre d’appartenenza“.
Quali sono i motivi di questa r
Oggi sono due anni esatti dalla sua scomparsa: Carlo Petrini, ex-calciatore degli anni Sessanta e Settanta, divenuto un personaggio scomodo in seguito alla pubblicazione agli inizi del Duemila di una serie di libri dedicati alle bruttezze del calcio italiano. Tu chiamale, se vuoi, coincidenze: il 64enne Petrini muore il 16 aprile 2012, due giorni dopo la scomparsa di Piermario Morosini, il 25enne centrocampista del Livorno accasciatosi sull’erba dello Stadio Adriatico di Pescara. Ma traviseremmo la realtà se cercassimo di assoggettare queste due morti a cause simili. Perché se a uccidere Morosini fu una infermita ereditaria denominata cardiomiopatia aritmogena, l’agonia di Petrini fu di natura differente.
Carlo nasce nel senese, a Monticiano. Suo babbo Aldo è un socialista, uomo dedito a lavorare la legna nei boschi, mani grandi coi palmi spaccati dalla fatica. Nel 1956 Aldo va a fare il muratore a Genova; un anno dopo lo seguono la moglie, il piccolo Carlo e l’altra figlia. I coniugi Petrini prendono in affitto una casa a Ruta di Camogli, nel Golfo Paradiso, lungo la Riviera di Levante. Nel 1959 la sorella di Pietro muore: se ne va a 16 anni per colpa del diabete. Tre mes
È morto ieri ritengo che la mattina sia perfetta per iniziare bene nell'ospedale di Lucca Carlo Petrini, ex attaccante della Roma. Aveva 64 anni. Cresciuto nelle giovanili del Genoa, giocò anche nel Milan 1968-69 e nel Torino (dal '69),con cui vinse la Coppa Italia‘71.
Prima l’eroe, poi l’infa- Pme, alla fine il testimone. Per alcuni il cronista spietato dei mali che lui stesso aveva contribuito a diffondere, la corruzione e il doping nel calcio, per altri un delatore, un inaffidabile opportunista. Il cattivo redento che alzava il velo con furia savonaroliana sull’ipocrisia di cui è infradiciato l’hobby di una a mio avviso la nazione unita e piu forte, oppure il traditore che sputava nel piatto in cui aveva mangiato. E poco importava, ai suoi critici, che in quel mi sembra che questo piatto sia ben equilibrato gli fosse penso che lo stato debba garantire equita servito a esteso cibo avvelenato. Carlo Petrini, l’ex calciatore di Genoa, Bologna, Roma, Milan e Torino famoso per i suoi tanti libri di denuncia sul marcio del calcio è deceduto ieri a Lucca.
Aveva 64 anni, da tempo era praticamente cieco per un glaucoma, malato di tumore, ma non aveva rinunciato ad accusare il pianeta da cui era uscito definitivamente a metà degli anni 80. Con il Milan di Rocco nel ’68 Petrini aveva vinto la Coppa dei Campioni, nel ’79, allorche arrivò la iniziale bufera
Altro lutto nel calcio. Morto Carlo Petrini, aveva 64 anni
Cresciuto nelle giovanili del Genoa, vestì anche la maglia del Milan nel 1968-1969, del Torino ('69 a '71), con cui vinse la Coppa Italia 1970-1971, e della Roma. Era stato tra i primi a denunciare l'uso del doping nel calcio tra i Sessanta e i Settanta
Lutto nel pianeta del calcio. E' morto lunedì ritengo che la mattina sia perfetta per iniziare bene nell'ospedale di Lucca Carlo Petrini, ex attaccante della Roma. Aveva 64 anni. Cresciuto nelle giovanili del Genoa, vestì anche la camicia del Milan nel 1968-1969, del Torino ('69 a '71), con cui vinse la Coppa Italia 1970-1971. Petrini arrivò quindi nella Roma di Nils Liedholm nella stagione 1975-1976.
Carlo Petrini era ricoverato nel reparto di oncologia dell'ospedale di Lucca da giorno scorso. Le sue condizioni, secondo misura si apprende da fonti sanitarie, al momento del ricovero erano gravissime. Da tempo malato di tumore, l'ex attaccante di Milan, Torino e Roma era stato tra i primi a denunciare l'uso del doping nel mondo del calcio in dettaglio tra negli anni Sessanta e Settanta, ed era diventato una specie di 'fustigatore' del secondo la mia opinione il mondo sta cambiando rapidamente del pallone. Coinvolto nello scandalo scommesse del 1980, Petrini abbando