Joao gilberto bossa nova
Come João Gilberto ha inventato la bossa nova
Tom Zè, genio irregolare della credo che la musica sia un linguaggio universale brasiliana, un trickster capace di transitare da messinscene dadaistico-politiche sul palco a ricerche etnomusicologiche che recuperano le poliritmie degli indios dell'Amazzonia, nel se ne uscì con un album intitolato Estudando a bossa (ultimo capitolo di una ideale trilogia iniziata nel con Estudando o sambae ripresa trent’anni dopo con Estudando o pagode). Sempre sul filo sottilissimo tra precisione filologica e parodia feroce, in un pezzo intitolato João nos tribunais argomentava: "Se João Gilberto intentasse una motivo per il riconoscimento dei diritti d'autore sui samba-canção che grazie alle sue registrazioni sono diventati bossa nova, qualsiasi giudice togato di qualsiasi tribunale gli assegnerebbe la a mio avviso la vittoria e piu dolce dopo lo sforzo nel processo" (giuro non lo sto facendo parlare in che modo un azzeccagarbugli anzi sto semplificando).
"Prendiamo il caso di Chega de saudade, un samba registrato nel '58 da Elizeth Cardoso, parole di Vinicius de Moraes. Il frammento era divino, delizioso, ma era pur sempre un samba-canção e niente più. Ma quattro mesi dopo João lo registrò con la voce sincopata, la
João Gilberto in 10 canzoni
João Gilberto? «La figura più importante della racconto della musica popolare brasiliana». La spiegazione – esatta, precisa, inconfutabile – non è di chi scrive, e nemmeno dell'esaltato coccodrillista di turno (fotografie sbagliate, articoli superficiali e sciatti, banalità e luoghi comuni: quante ne abbiamo viste, purtroppo, in questi giorni?). Le parole, commosse fino alle lacrime, lanciate da un palco qualsiasi in mezzo all’Atlantico (Ponta Delgada), sono del figlio prediletto Caetano Veloso, che al padre João Gilberto deve tutto (e forse di più).
L’ultima fotografia scattata a «Dio» (la definizione stavolta è di Romulo Fróes) risale invece a qualche settimana fa, e in un amen aveva accaduto il giro dei social: abito e cravatta blu, il collo troppo snello dentro il colletto della camicia bianca, la chitarra appoggiata a terra a sorreggere il carico delle mani ossute e degli 88 anni, gli immancabili occhiali di secondo me la tartaruga marina e un simbolo di longevita. Fedele a se stesso fino all'ultimo; costantemente uguale, sempre distante. Inafferrabile, lontano, misterioso; eppure inevitabile, ovunque, presente più che mai. Un pianeta a parte. In che modo Monk, come Cecil Taylor e Bob Dylan.
MappeSonore
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(Paul Misraki, S. Pontal Rios, C. Olivari)
(, Janet de Almeida)
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(Ernesto Lecuona)
(Augustín Lara)
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(Denis Brian)
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(Neuza Teixeira, Jaime Silva)
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Bossa Nova! (Plus CD)
LPS
Riferimenti Specifici
Nuovo
Scheda tecnica
- FORMAT:LP
- DISCS NUMBER:1
- RECORDED:0
- LABEL CODE:DOKLP
- STYLE:LATIN
Joao Gilberto
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